Per me lo scopo primario della pratica è sempre stato questo. Chi tende a mettere i bisogni degli altri sempre davanti ai propri, spesso si ritrova a dissociarsi dal proprio corpo per non sentire i propri bisogni.
Il corpo sa. Il corpo sa sempre. Sa se una situazione è sicura oppure no. Sa se è necessario allontanarsi, comunicare, arrendersi. A volte però prevale la mente e quel bisogno di accontentare chi sta dall’altra parte.
I motivi sono tanti. A volte è necessario, anche se non è sano farlo per lungo tempo. A volte è abitudine, desiderio di sicurezza, paura dell’ignoto.
Mi è capitato di vivere vari mesi in parte dissociata dal mio corpo. A lezione continuavo a invitare chi pratica a me ad ascoltarsi e assecondarsi, ma io non riuscivo a farlo. Al punto che non provavo più nessun desiderio di praticare, lo facevo per senso del dovere.
Poi sono riuscita ad allontanarmi da ciò che mi stava facendo male. E ho sentito improvvisamente il corpo rilassarsi, nonostante il periodo difficile. Sapeva che sarei uscita dal dolore perché finalmente avevo ricominciato a sentirmi.
Sono tornate sensazioni che non ricordavo. Ho reimparato a lasciarmi andare, piano piano. Solo ora, dopo mesi, mi rendo conto di quanto fossi lontana da me stessa. Solo ora mi rendo conto che non mi sono rilassata del tutto per anni.
Ed è tornata anche la pratica. Sempre diversa ogni giorno in base a come mi sento, come piace a me. A volte lunga e intensa, a volte breve e dolce. Pratico più spesso Yin, ora che stare ferma non sembra più un incubo. Respiro meglio. Osservo a fondo quello che succede in ogni livello, vedo i pensieri, vedo cosa porta tensione, vedo cosa voglio e cosa non voglio. Arrivano a volte, di nuovo, quelle brevi visioni di futuri possibili. E arrivano le emozioni, non più represse. E quindi a volte rido, sorrido, spesso piango, di quei pianti catartici e liberatori che sembra strano ma mi rendono serena, dopo. Può uscire tutto.
Non mi sono mai considerata una persona spirituale, ma a modo mio lo sono. E comunque la magia della pratica l’ho sempre vista proprio in questa sua capacità di indicarmi la via.
La pratica yoga è davvero adatta a tutti, perché ognuno può viverla a suo modo. Perché a tutti, credo, farebbe bene tornare a sé stessi e guardarsi dentro, scoprendo il bello e il brutto, accettandosi e migliorandosi.
