Pensavo fosse gratis

Ce lo siamo sentiti ripetere moltissime volte nell’ultimo periodo, noi insegnanti di yoga o istruttori di pilates o fitness in genere. E forse un po’ la colpa è anche nostra.

Già, perché subito, quando da un giorno all’altro ci siamo ritorvati con centri e palestre chiuse, siamo rimasti spaesati. Abbiamo provato ad aspettare per capire quando avremmo potuto ricominciare, ma presto è apparso chiaro che non sarebbe successo in fretta. Molti non erano attrezzati o preparati alle lezioni online, ma ci mancava fare il nostro lavoro, ci mancava vedervi o sapere che potevamo portare un po’ di leggerezza nelle vostre vite, soprattutto in un periodo difficile come questo.

Quindi abbiamo aperto canali YouTube o aumentato l’offerta su canali esistenti, abbiamo cominciato a fare dirette su Instagram e Facebook, per continuare a fornirvi quel servizio che negli anni avete dimostrato di apprezzare. Abbiamo raggiunto anche persone che non ci conoscevano, che vivono lontane, e subito era una cosa bellissima, lo è tuttora.

Ma a un certo punto, ci siamo resi conto che la cosa non era sostenibile. Saremo molto probabilmente tra le ultime attività a ripartire, e ancora non sappiamo quando. Nel frattempo, abbiamo delle spese. Molti di noi contano solo su questo lavoro, molti hanno centri e palestre per i quali devono continuare a pagare l’affitto. Molti centri hanno già chiuso, e non è da escludere che altri dovranno farlo.

E così, abbiamo attivato dei veri e propri corsi online. Zoom, Skype, Google Meet e altre piattaforme ci permettono di fare lezione alle persone vedendole, avendo la possibilità di correggere gli errori, dare alternative, proprio come facciamo di persona. Lo so, non è la stessa cosa. L’insegnante di yoga, ad esempio, non può aiutarti ad entrare nella posizione fisicamente, può solo guidarti con la voce. Ma è tutto quello che possiamo fare al momento. E sì, questi corsi hanno un costo. Più basso, in genere, rispetto a un corso dal vivo, ma devono averlo. Perché sappiamo bene che voi avete qualcosa in meno, ma noi stiamo lavorando anche di più. Lo facciamo per passione, perché ci mancate e ci manca il nostro lavoro; ma è, appunto, un lavoro.

Vi offriamo una prova gratis, se ci è possibile, ma non possiamo fare di più, anche solo per rispetto nei confronti di chi ha pagato il corso per intero, o sta utilizzando l’abbonamento acquistato prima della chiusura.

Ci rendiamo conto che il momento è difficile per molti, e posso dirvi che la maggior parte di noi, se non tutti, sarà ben disposta a venirvi incontro se avete perso il lavoro o non avete la possibilità di pagarci. Con uno sconto, o magari indirizzandovi verso le risorse gratuite più adatte a voi. Ma di più, purtroppo, non possiamo fare.

Le risorse gratuite continueranno ad esserci, faremo eventi speciali o caricheremo video nuovi su YouTube, e voi fate benissimo ad approfittarne. Abbiamo solo una richiesta: se trovate un insegnante che vi piace, o un centro della vostra città in cui vi piacerebbe andare, quando sarà possibile, valutate la possibilità di pagare le lezioni che offre a pagamento, se potete. O di farlo in futuro, quando potrete. Perché noi amiamo quello che facciamo, e non vediamo l’ora di potervi vedere dal vivo, di nuovo. Ma senza il vostro aiuto, non tutti potranno farlo.

Photo by Kari Shea on Unsplash

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