Ad ognuno la sua

Trikonasana

Per ogni posizione di yoga, ci sono tantissime indicazioni o regole di allineamento per renderla “perfetta”: ogni posizione ha un suo scopo, fisico ed energetico, ed è importante farla bene per goderne di tutti i benefici.

Questo però non significa che devi seguire le indicazioni che senti come fossero rigide regole da seguire assolutamente; non a caso le ho chiamate indicazioni.

Ogni corpo è diverso, quindi ogni posizione potrà assumere una forma diversa a seconda di chi la pratica. Lo scopo, a mio parere, dovrebbe sempre essere quello di stare bene, nella posizione e quando se ne esce. Per questo è importante ascoltare l’insegnante ma anche il proprio corpo, e capire quando è il caso di modificare leggermente la posizione per renderla perfetta per noi.

In questa rubrica, prenderò in esame alcune posizioni per vedere come possiamo adattarle al nostro corpo – ma ricorda, la modifica perfetta per te potrebbe non essere tra quelle che elenco, non perché sia sbagliata, ma magari solo perché io non ci ho pensato. Non aver paura di sperimentare, cerca di capire lo scopo della posizione e poi trova il tuo modo per raggiungerlo.

Oggi parliamo di Trikonasana (posizione del triangolo), una asana che io inserisco nella maggior parte delle mie lezioni. Mi piace molto perché lavora su tutto il corpo ma è facilmente adattabile al livello di pratica, alle condizioni fisiche e anche al livello di energia che abbiamo quel giorno.

Prima di tutto, vediamo come entrarci: la maniera più classica è da Virabhadrasana 2 (Guerriero 2), perché la posizione dei piedi è la stessa. Abbiamo infatti le gambe divaricate, un piede rivolto verso il lato corto del tappetino e l’altro rivolto verso il lato lungo – il tallone del primo piede è in linea con l’arco plantare del secondo. Le gambe sono entrambe tese, ma consiglio di mantenere il ginocchio della gamba davanti leggermente piegato in modo da mantenere la gamba attiva, soprattutto per chi ha problemi alle ginocchia o tendenza all’iperestensione. Con le braccia aperte lungo la linea delle spalle, i palmi rivolti verso il basso, attiviamo l’addome e ci “sporgiamo” verso la gamba davanti, per poi far scendere il braccio verso la gamba, mentre l’altro sale automaticamente verso l’alto. La mano può appoggiarsi sulla gamba, oppure stare davanti alla gamba (in questo caso possiamo appoggiarla a un blocchetto).

Non importa se la mano resta molto in alto sulla gamba, resta dove senti qualcosa e non compromettere l’allineamento!
Se preferisci, puoi appoggiare la mano su un blocchetto posto di fianco al piede

L’idea è di allungare entrambi i fianchi, ed è importante ricordarselo: non devo per forza riuscire a prendere il piede, soprattutto se questo siginifica curvare la schiena. Molto meglio restare con la mano più in alto (come nella foto sopra) senza compromettere l’allungamento (e non rischiare di farsi male alla schiena!).

Cercare di raggiungere il piede compromettendo l’allineamento della colonna rende la posizione inutile, se non pericolosa! Il busto resta sempre sopra alla gamba allungata, non importa dove arriva la mano!

Immaginiamo di essere in posizione, con il piede destro rivolto verso il lato corto del tappetino. Entrambi i piedi premono a terra, e anche uno verso l’altro, così da attivare entrambe le gambe. L’addome è forte, il pube ruota leggermente verso lo sterno in modo da allungare la zona lombare, e la parte destra del torace ruota verso l’alto fino a far ruotare anche la testa. Il braccio destro è attivo, sia che la mano sia appoggiata sulla gamba, sia che sia davanti (mi raccomando, la mano si appoggia lievemente, non preme sulla gamba), e così anche il sinistro, che si estende verso l’alto come se con le dita volessi toccare il soffitto. Come vedi, è una posizione attiva!

E ora, vediamo le modifiche. In caso di problemi al ginocchio, come dicevo prima si può considerare di piegare leggermente anche entrambe le gambe; non troppo, quanto basta per evitare di bloccare l’articolazione. In caso di problemi al collo, possiamo evitare di guardare verso l’alto, e rivolgere lo sguardo davanti a noi oppure verso il basso. Se senti fastidio alla zona lombare anche ruotando il pube verso lo sterno, puoi provare a sporgerti leggermente in avanti (vedi foto sotto). In questo caso non avrai la classica linea dritta, ma può essere una buona soluzione in caso di iperlordosi, per dare un po’ di sollievo. L’importante è non ricorrere a questa soluzione solo per riuscire a far scendere la mano più in basso: ricordati, lo scopo non è quello di raggiungere il piede, ma di allungare entrambi i fianchi e la gamba.

Allineamento classico
Eventuale variante per chi ha tendenza all’iperlordosi. Il corpo resta attivo e la colonna allungata, ma sporgo il busto leggermente in avanti per dare sollievo alla zona lombare – NON per portare la mano più in basso!

Spero che questo articolo ti sia stato utile. Se hai domande, o necessità diverse da quelle elencate sopra, non esitare a contattarmi!

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