Riconnettersi

Sia in me stessa, durante la mia pratica personale, sia quando insegno, ho notato che c’è qualcosa che ci accomuna (quasi) tutti: quando ci concentriamo su un particolare, perdiamo il contatto con l’insieme. Durante la pratica è molto comune, soprattutto all’inizio, dimenticarsi del respiro, ed è infatti una delle cose che più spesso gli insegnanti di yoga ripetono o ricordano. Il respiro ovviamente va avanti da solo, ma ci dimentichiamo spesso di controllarlo (se richiesto) o anche solo di notarlo, e di legare il movimento ad esso.

E non ci dimentichiamo solo quello. Nelle posizioni in piedi, mentre sentiamo i muscoli delle gambe bruciare, non abbiamo idea di cosa stiano facendo le braccia o le mani, e spesso addirittura dimentichiamo proprio i piedi che ci stanno sostenendo: li lasciamo lì, così come sono, quando attivarli nel modo giusto renderebbe la posizione molto più stabile e meno faticosa. Così come attivare anche il core (ovvio) e le braccia e le mani.

Per questo ho deciso di dedicare tutte le lezioni di febbraio alla riconnessione con quelle parti di noi che dimentichiamo. Non solo per ricordarci di attivarle e usarle davvero sul tappetino, ma anche per sentirle nella vita quotidiana, e per ringraziare così davvero tutto il corpo per quello che fa per noi.

Hai mai pensato, ad esempio, a quanto sono meravigliosi i tuoi piedi e a tutte le cose che ti permettono di fare? Ti portano in giro, ti sostengono, e continuano sempre a fare del loro meglio nonostante a volte non li tratti benissimo, magari li chiudi in scarpe troppo strette o non permetti loro di muoversi quando vorrebbero.

E le mani, oh le tue mani! Possono creare, nutrire, amare, trattenere, lasciare andare, sostenerci in caso di bisogno. Sono così meravigliose, eppure scommetto che fin troppo spesso anche le tue, come le mie e quelle di tantissimi altri, sono costrette a tenere in mano un telefono o digitare su una tastiera, senza ricevere alcun ringraziamento.

È così per tutte le parti del nostro corpo, ce ne ricordiamo quasi solo quando ci fanno male. Proviamo a dare loro un po’ di amore in più, un po’ di attenzione in più, e molto probabilmente ci sentiremo meglio, in generale.

È anche un ottimo esercizio per la mente, provare a sentire davvero certe parti del corpo (e se hai mai fatto Yoga Nidra o una meditazione body scan sai quanto possa essere difficile!). Magari impariamo ad ascoltarle prima che si mettano ad urlare, prima che sia il dolore a costringerci a dare loro attenzione. E ricreeremo quella connessione mente-corpo che in Occidente abbiamo perso.

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