Lo yoga non basta (ma non significa che non faccia bene)

Anche se conosco tantissimi insegnanti che insistono sul fatto che lo yoga, di per sé, non è una disciplina completa, mi pare che il messaggio non arrivi a tutti abbastanza chiaramente.

Prima di proseguire, ti faccio una premessa, che è poi la mia risposta standard a chi mi chiede “ma va bene se faccio solo yoga? Basta?”

No, ma in realtà dipende. Dipende dal motivo per cui lo pratichi o vuoi praticarlo, dipende dai tuoi obiettivi (anche se non amo utilizzare questa parola in relazione alla pratica), dipende dal tuo stile di vita, dal tuo livello di energia, dalla tua voglia di muoverti.

Per anni lo yoga è stata la mia unica forma di movimento, e per anni è andato benissimo da solo. Perché? Perché era l’unica cosa che facevo volentieri. Se mi fossi sentita costretta a fare anche altre cose, molto probabilmente avrei trovato mille scuse per passare invece il mio tempo sul divano con un libro e un gatto.

Quindi, se l’unica cosa che ti attira è lo yoga, e l’alternativa sarebbe passare ulteriore tempo sedutə, allora vai, buttati, fallo.

A me poi lo yoga è anche servito a capire che era necessario fare altro. Anni di yoga con progressi lenti (che sì, ok, non sono lo scopo, ma insomma, sono sempre una spinta ad andare avanti), infortuni dovuti prevalentemente a muscoli poco allenati, mi hanno convinta. E ora, stento a crederci anche io, le due sedute di allenamento settimanali le faccio anche volentieri (con la playlist giusta)!

Ma veniamo a noi. Perché ti dico che lo yoga non basta? Che cosa manca?

Intanto, ritengo opportuno dividere il discorso tra i benefici fisici e quelli mentali, e le rispettive “carenze” della disciplina.

CORPO

Dal punto di vista fisico, lo yoga aiuta sicuramente a rendere il corpo più forte e più flessibile (a seconda dello stile o degli stili che si praticano, si potrebbe però tendere a lavorare più su un aspetto che sull’altro).

Ricordiamoci però, innanzitutto, che si pratica a corpo libero: non ci sono pesi, tradizionalmente. Per alcuni corpi basta il lavoro a corpo libero per rinforzarsi, ma altri hanno bisogno anche di lavoro di potenziamento, per far lavorare adeguatamente i muscoli e svilupparli.

Inoltre, e questa è la “pecca” che viene ripetuta più spesso, nello yoga manca un movimento fondamentale: il pull-up (trazioni). Molti insegnanti consigliano agli yogis di introdurre almeno questi esercizi nelle loro routine, per evitare eccessivi sbilanciamenti nella muscolatura delle spalle, e rinforzarle a dovere.

Ci sono insegnanti che, consci del fatto che tante persone non fanno altre attività, inseriscono nelle lezioni drills ed esercizi per compensare le mancanze delle classiche posizioni yoga. E ripeto, per tantissimi anni a me è bastato, e a molte persone potrebbe bastare quello per tutta la vita (soprattutto se l’alternativa è limitare il nostro movimento quotidiano ai 4 passi che ci separano dal parcheggio all’ufficio o a qualsiasi posto in cui dobbiamo andare).

Sorvolo su tutti gli “yoga per dimagrire”, “yoga per (inserire obiettivo a caso)” che si vedono spesso in giro: guardatevi da chi vi promette qualsiasi cosa.

Sappiamo bene che lo yoga non è solo una disciplina fisica, quindi passiamo al secondo punto.

MENTE

E per quanto riguarda la mente? Lo yoga viene pubblicizzato come rimedio contro lo stress, l’ansia, la paura, ormai quasi qualsiasi cosa.

Ma funziona davvero? Può funzionare, certo, al punto che molti psicologi e psicoterapeuti suggeriscono ai loro pazienti, o utilizzano durante le sedute, tecniche di respirazione o di meditazione.

Saper controllare il respiro, saper osservare la propria mente, ci aiuta sicuramente a gestire molte situazioni quotidiane. E a volte è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Ma guardarsi dentro a volte fa emergere cose che non capiamo, che non ricordiamo. A volte le ansie e le paure ritornano triplicate. Semplicemente, a volte lo yoga non basta perché non possiamo fare tutto da soli, e in genere anche ə migliorə insegnanti di yoga non hanno le competenze e le capacità per accompagnarci in percorsi più difficili.

In questi casi, ci sono professionisti a cui rivolgersi, per affrontare meglio tutto ciò che lo yoga fa emergere. Continuando a praticarlo, ma facendoci accompagnare da altre persone lungo il percorso.

Soprattutto, guardandoci bene (e tenendoci alla larga) da tutti quei discorsi sul genere “positive vibes only”, “concentrati sul positivo e basta” ecc, che, a mio parere, sono soltanto modi per tenere la testa sotto la sabbia, e per far sentire inadeguato chi non ci riesce.

In conclusione, non credo che smetterò mai di consigliare di provare la pratica yoga a chiunque mostri un minimo interesse verso di essa. Non ho nulla da dire contro i tanti la cui unica attività fisica è la pratica (che non è solo una pratica fisica, lo sappiamo, ma è anche quello). Per alcuni, come è stato per me, le cose potrebbero cambiare, per altri no, e va bene così.

In fondo, non stiamo tutti cercando solo di stare bene?

Photo by JD Mason on Unsplash

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